Prima di incazzarvi, il disclaimer sta a fine articolo.
Esistono i cani ed esistono i lupi. In apparenza molto simili, si comportano in modo differente quando hanno fame.
I cani appaiono più docili e amichevoli. Più mansueti. Sono stati addomesticati durante un lungo processo di selezione. Essendo appunto domestici, cercano una padrona. Questa è la luce dei loro occhi. Scodinzolano, uggiolano, blandiscono. Nulla è troppo bello per la loro padrona, la ergono su un piedistallo come fosse una divinità.
Quello che loro desiderano, quello che loro preferiscono scompare di fronte all’impellente bisogno di renderla sempre felice e soddisfatta. Se lei li rimprovera, orecchie basse e coda fra le gambe. Letteralmente non possono sopravvivere senza una padrona che dia loro cibo, attenzioni e affetto. Se però trovano un’altra padrona che sembri loro più affettuosa, sono capacissimi di smollare la prima per un cambio in corsa.
Questi cani sanno fare anche di peggio. Sono pronti a rubacchiare una coccola e un boccone di cibo da padrone temporanee, all’angolo di una strada, dietro un albero al parco o nascosti in un portone. Sono generalmente astuti e cercano di non farsi beccare. Per nessun motivo al mondo confesserebbero alla loro padrona di non essere poi così fedeli come vogliono sembrare.
La loro sottomissione è più apparenza che realtà. È molto bizzarro visto da fuori. Da un lato il bisogno di fare sentire unica, speciale e insostituibile, dall’altra una lealtà per così zoppicante.
Il momento in cui l’aspetto che io definisco più servile di questi cani e quando devono convincere una nuova padrona a occuparsi di loro. Si trovano in una situazione di randagi e la vita di strada è decisamente priva dei piccoli comfort a cui sono abituati. Oppure la loro attuale padrona, per un qualche motivo, non li tratta (più) come desiderano.
Devono a tutti i costi convincere la nuova potenziale padroncina del loro valore. Ma lo fanno, ripeto, mettendola sopra un piedistallo. Nessuna parola è troppo elogiativa, nessuna attenzione è eccessiva, nessun regalo troppo munifico. Nascondono di loro tutto quello che pensano possa metterle in cattiva luce. Sorvegliano ogni loro parola e si autocensurano. Tutto pur di restituire un’immagine edulcorata, anche se finta o comunque parziale.
L’aspetto che a me colpisce negativamente è che il rapporto che si instaura non è fra uguali. Diversi, complementari ma uguali. Esiste qualcuno che sta sopra e qualcun altro che sta sotto. I giovani li chiamano infatti sottoni.
Il lupo invece si caratterizza per una specificità. Il lupo ha imparato, spesso attraverso un percorso duro e sofferto, ad ascoltarsi. Come nel “Richiamo della Foresta” il pacifico cane Buck scopre istinti primordiali e assopiti, il lupo aderisce quanto può alla sua natura profonda.
Paga uno scotto; la solitudine quando non riesca a incontrare suoi simili e debba in qualche modo adattarsi a un ambiente che non favorisce la sua libertà.
Paga anche e soprattutto la mancanza delle piccole comodità che invece rendono la vita piacevole, mollemente piacevole, al suo cugino domestico. Niente pasti caldi, niente letti accoglienti garantiti ogni sera. Ma il freddo pungente l’inverno e il caldo opprimente l’estate.
Il nostro lupo può vivere in solitudine. La libertà è la sua stella polare e considera il tradimento di sé stesso come il più grave che possa compiere. Gli è probabilmente accaduto in passato, il lupo è stato cane anche lui. Ha provato con tutte le sue forze e si è adattato a scomode cuccie. Per essere come gli altri. Per essere rassicurato. Ha avuto anche lui una padrona e l’ha idolatrata per calcolo, convenienza o illusione.
Poi è successo qualcosa. Un momento cerniera nella sua vita, una bastonata di troppo. Oppure il lento accumularsi di esperienze e un crescente senso di disagio l’hanno infine portato nella foresta. A riscoprirsi e a riscoprire la sua dignità.
Anche il lupo ha fame. Anzi, spesso il suo appetito è più robusto rispetto al suo domestico cugino. Ma per lui è fuori discussione iniziare a scodinzolare. Il lupo semplicemente va a caccia. La caccia richiede pazienza, destrezza. Richieda riflessi veloci e una conoscenza della sua preda. Un succulento capriolo da inseguire nella neve e infine divorare.
Nella caccia il lupo è semplicemente sé stesso. Sa perfettamente che può avere successo o insuccesso; accetta il rischio e non si fa scoraggiare. Le prede di qualità scarseggiano e la concorrenza è spietata. Concorrenza degli altri lupi ma, soprattutto, la concorrenza di legioni di cani affamati. Il lupo cerca di non invidiare nessuno e di rispettare tutti. In primis rispetto sé stesso.
Se stesso e la sua preda. Il lupo non mente e non blandisce. Non si copre con una pelle di pecora per sembrare inoffensivo. La sua unica vera arma è la sincerità. Diretta come un pugno nello stomaco. Qualche volta difficile da udire, ma sempre difficile da esprimere. Il lupo non racconta palle, dice le cose come stanno. Mostra la sua natura e accetta la risposta. Qualunque essa sia.
Il lupo non è affatto allergico alla coppia. Anche lui, come il cane, vuole una presenza femminile nella sua vita. Anche lui pensa che in due possa essere più bello che da soli. Semplicemente non cerca una padrona. A maggior ragione non cerca una serva. Concepisce il rapporto solamente come paritario. Il nostro non è affatto maleducato, scortese o grezzo, tutt’altro. Semplicemente la sua gentilezza è un altro modo di esprimere la sua natura profonda e non è volta ad ottenere qualcosa in cambio. Do et des, non do ut des. E scusate il latinorum 😝.
Avere un cane è più semplice e meno faticoso. Ma potenzialmente foriero di relazioni disfunzionali. Frequentare un lupo invece più impegnativo. Lealtà e sincerità che, come detto sopra, può essere brutale. A ciascuno la sua scelta.
Disclaimer: gli animali in questione non hanno nulla a che vedere con questo post. Nulla contro i cani intesi in senso letterale. Non ho neppure nulla contro la galanteria in sé. Un po’ di educazione old school non può che aggiungere fascino e stile all’uomo che li abbia in sé. Semplicemente trovo il confine fra l’essere gentili e lo scodinzolare molto sottile. Ho visto troppo spesso uomini varcare quel confine. Per convinzione, perché è stato insegnato loro che si fa così o più banalmente per fame. Comportarsi da lupo è assai più faticoso e l’essere umano tende per definizione ad avanzare lungo la linea di minor resistenza. Ma siamo sicuri che le donne preferiscano i cani?