Aprire una coppia è sempre un casino. L’affermazione può sembrare un po’ troppo perentoria ma, credetemi, ne ho viste davvero troppe. Conosco anche chi vi è riuscito con pieno successo. Conosco coppie che si sono evolute di pari passo, che sono sempre rimaste complici e unite nell’esplorare nuove esperienze sempre insieme. E che sono felici.
Ne ho viste però molte altre finire male. Perché la coppia è un organismo che vive di vita propria. Le dinamiche fra i partner cambiano continuamente, anche se spesso impercettibilmente. Ma i sentieri possono divergere. Possono e lo fanno spesso. Cambiano le priorità, i desideri. C’è chi cerca di accogliere il cambiamento e chi invece vi si oppone. A un certo punto la persona al nostro fianco è un perfetto sconosciuto.
Nella fattispecie, quando uno dei due esprime la sua volontà di uscire dalla monogamia mentre l’altro sta benissimo nella situazione attuale (anche se magari fanno sesso una volta al mese se va bene!), il problema è serio, serissimo. Talvolta insormontabile nonostante l’amore. Amare una persona non basta affatto a starci assieme in modo sano e costruttivo. Mai sentito parlare di amori impossibili?
Ci sono tanti modi in cui la coppia finisce a rotoli nel suo tentativo di aprirsi. Non esiste alcun manuale di istruzioni, al di là di qualche banale quanto ovvio suggerimento. Esiste un percorso di coaching di coppia, ed è di gran lunga la strada più efficace. Anche quella più impegnativa.
Può accadere semplicemente che l’altro non voglia. Per altri motivi che sarebbe lungo qui spiegare o semplicemente perché non è davvero nella sua natura. Bisogna pur ammettere che esistano monogami veri e appagati. Sono molti molti meno di quanto si pensa e di quanto (ovviamente!) ammettano. Ma purtuttavia esistono. All’altro non resta che rassegnarsi oppure entrare nel consueto tunnel delle bugie.