Gelosia buona, gelosia cattiva

Ho ascoltato spesso frasi come: “esiste la gelosia buona e quella negativa”, “un po’ di gelosia è normale e sana in un rapporto”, “se non è un po’ geloso/a vuol dire che non mi ama”. Ci ho creduto a lungo, ora non più.

Non esiste la gelosia sana. Quella giusta. Quella ragionevole. Quella che fa bene al rapporto. Risulta molto difficile infatti, per iniziare, quantificare questo tot di gelosia che va bene. Ciascuno ha la sua misura. Cosa può andare? Fare scenate, mettere limiti alla libertà dell’altro? Impedire di vedere determinate persone? Boh, non si sa.

Io vedo la gelosia come una fragilità umana. La sperimentiamo tutti, chi più chi meno. Ciò però non significa affatto che vada bene. Anche la pigrizia è una debolezza che ci affligge tutti, ma nessuno si sogna di dire che “un po’ di pigrizia va bene”!😂.

La gelosia è una fragilità perché è direttamente proporzionale alle nostre paure. Chi cosa abbiamo paura? Semplice. Che l’altro/a sia meglio di noi agli occhi dell’amato. Che sia più bello, più figo, più interessante, più divertente. Che lo/la faccia stare meglio di quanto sappiamo fare noi. Di conseguenza abbiamo paura di essere smollati. Con la duplice, sgradevole conseguenza di restare soli e con l’autostima pesantemente ammaccata.

Per proteggerci, consciamente o meno, tendiamo a mettere delle barricate. Usiamo un sacco di trucchi sporchi che vanno dall’imposizione (“non fare questo”) alla manipolazione in tutte le sue forme (“sai che se fai così io sto tanto male”) fino al ricatto (“se fai questo ti lascio”).

Uno dei grandi vantaggi del libertinaggio in coppia è che ci obbliga a fare i conti con questa nostra debolezza. Senza sconti. La verità ci arriva in faccia come un tir. Dobbiamo farci i conti con onestà, altrimenti la coppia scoppia immediatamente. Ci sono delle strategie efficaci per gestire queste emozioni e fanno parte di un percorso di coaching di coppia.

Quello che voglio sottolineare qui è come il libertinaggio possa essere davvero uno strumento potente per far crescere la coppia stessa e le persone che la compongono. Non vi è spazio per il non-detto che rimane per me il peggior veleno. Anche se sembra quello che assicura la pace, ovvero un cattivo surrogato della pace che chiamiamo il quieto vivere.

Essere una coppia funzionale e serena è già difficile. Esser coppia libertina (nelle sue due forme, aperta e/o scambista) è più difficile. Non a caso moltissimi scelgono di essere libertini da soli, tenendo il partner accuratamente all’oscuro. È appunto la soluzione facile. Apparentemente facile.

Ricapitoliamo: la gelosia è un sentimento universale. Una fragilità universale. Siccome siamo tutti uomini e donne fragili con questa roba ci dobbiamo pur confrontare. Libertini o meno. È universale e in qualche misura inevitabile. Fin qui ci siamo.

Negarla, soffocarla, ignorarla? Pessima idea. In questo modo saremo dominati da una emozione che neppure siamo in grado di riconoscere. Possiamo anche accettarlo passivamente. Ovvero: io sono fatto così, sono geloso/a; non posso (voglio) cambiare e mi devi prendere così. Neppure questo mi convince molto.

Altra ipotesi: accettare che siamo fragili, vedere che la responsabilità delle emozioni è nostra e non del partner (“non è che sono geloso, sei tu che ti comporti in un determinato modo e mi fai ingelosire). Poi rimane aperta la questione di come non esserne dominato (lavoro guidato su noi stessi, di lì non si scappa) e anche quella di cosa farne.


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