Quelli che sanno perfettamente ma… quello che NON vogliono!

È un grande classico dei nostri tempi. L’elenco di quello che non vogliamo pare un atteggiamento estremamente diffuso. A me sembra che sia soprattutto diffuso fra le donne, però molte amiche mi hanno riferito che dall’altra parte non è che le cose vadano tanto meglio. Parlerò qui solo del punto di vista maschile.

Le donne libertine, come le donne in generale sono cresciute sentendosi ripetere che loro (solo loro?) valgono, che non si devono accontentare e che hanno diritto al meglio. Che sia per un incontro piccante che per un compagno stabile. In sé questo mi pare essere un fatto positivo. Certamente più rispettoso rispetto al ragionamento che facevano spesso ancora i nostri nonni, ovvero che l’importante fosse sistemarsi a discapito delle esigenze e preferenze delle donne stesse. Piccolo inciso, per gli uomini non andava meglio. Il playboy poteva essere tollerato e perfino ammirato; ma solo per una fase della sua vita. A un certo punto, implacabile, attivava il messaggio della società: metti la testa a posto. Altrimenti diventava una sorta di elettrone libero e, sotto sotto, non era poi così apprezzato.

Legittime aspettative femminili, quindi. La difficoltà nasce quando il meglio, a cui tutte sono spinte ad ambire, è sempre più o meno lo stesso. Bello e dannato, ma anche rassicurante. Maschio Alfa, virile; ma anche dolce, attento, galante, protettivo e cavaliere. Oltre che, ovviamente, destinato a una brillante carriera. Intanto questo esemplare è una sorta di ideal tipo che contiene in sé contraddizioni insanabili. Il mio amico Stéphane ne sorrideva dicendo: “devi avere un gran fisico, ma non  devi perdere troppo tempo con lo sport, devi essere ricco, ma non puoi dedicarti full time a fare carriera”🤣

Quindi di fatto, la versione contemporanea del principe azzurro non esiste.

Esistono però gli uomini alfa. Quello sì. Ma per esistere uomini alfa, questo implica che ci siano anche tantissimi beta. Per emergere, occorrono termini di paragone rispetto ai quali emergere.  Per definizioni, sono pochi. Se sono pochi è ovvio che non ce n’è per tutte! 🙂🙃

Fatta la legge, trovato l’inganno. Le donne non ti dicono più quello che vogliono, bensì quello che non vogliono. Questo slittamento semantico è a parer mio indicativo di uno slittamento emotivo. Affermare quello che si cerca è più difficile e più responsabilizzante. E forse implicitamente obbliga la donna a pensare a quello che lei è in grado di mettere sul piatto di una relazione o di un incontro.

Elencare tanti “no”; io lo leggo come un modo di non scoprirsi, di non mettersi in gioco. Permette anche di ergersi su un piedistallo. Sono io che distribuisco le patenti di attrattività. Non dico ciò che mi piace, dico solo quello che non mi piace. È una sorta di autolimitazione di comodo. Un restringere gli orizzonti. Iniziamo a dire quello che vogliamo, quello che ci piace. E, perché no, diciamo anche quello che siamo e possiamo dare per primi!


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