Ritratto di signora: una quarantenne Italiana…impegnata

Inizio con una breve premessa per rispondere in anticipo a possibili shit storm e piccate reazioni del tipo: “non sono tutte così, non puoi generalizzare“. Oppure: “ma chi ti credi di essere per parlare così “. O ancora: “pensi di aver capito tutto e invece…”.Insomma, roba del genere.

Quindi: a) non giudico nessuno. b) non mi sento migliore di nessuno. c) il mio vuole essere un identikit semiserio e non una indagine sociologica. Quindi non siate menosi, please 🙏🏻. Del resto, nella mia vita ho commesso tonnellate di errori sono tutt’ora altamente imperfetto. Non mi interessa né compete quindi salire sul piedistallo. Quel che illustro qui con le mie pennellate non rappresenta alcuna donna in particolare. Tuttavia, le caratteristiche che descrivo sotto appartengono a gran numero di donne reali. Non incazzatevi e provate a sorridere (o riflettere) se in qualche aspetto ritrovate voi stesse o qualche vostra conoscenza. Non è un parto della mia mente ma realtà che ho osservato. Tranquilli che la par condicio esiste e avrò le mie stupidaggini da dire anche sui maschietti!! 🤣

La nostra quarantenne, il nostro archetipo di donna è in coppia abbiamo detto. Da giovane si è divertita un po’. Come tutti. Serate, amici…qualche uomo. Non era proprio una suora, ma neppure una facile. È stata attentissima, senza rendersene conto, a rientrare nei canoni socialmente accettabili. Nessuno pretendeva che arrivasse vergine al matrimonio, e neppure che avesse un solo uomo. In fondo da giovani bisogna sperimentare non è vero?

Sperimentare, ma non troppo. Le è stato insegnato che quelle troppo facili poi non se le prende più nessuno. Che gli uomini si divertono con quelle facili ma sposano quelle serie. Come se le donne avessero uno speciale contachilometri integrato che ne definisse il valore. I maschi no, loro possono comportarsi come vogliono. Per loro anzi vale il contrario: se non combinano sono sfigati. La pressione che pesa su di loro è uguale e contraria. La nostra giovane donna sta quindi molto attenta alla sua reputazione. In sostanza è già sotto la cappa del controllo sociale. Se ha fatto l’Erasmus o qualche altra esperienza lontana da casa, ecco magari in quel caso sì. In quel caso ha fatto un po’ la zoccola, ha vissuto una parentesi di libertà. Tanto lì, nessuno lo verrà a sapere.

Intanto la pressione sociale si fa sempre più forte: genitori, amici…a un certo punto lei deve trovare un ragazzo serio. Uno con la testa a posto e che le farà ottenere l’agognata rispettabilità. Mica uno divertente e vivace. Mica uno che le faccia davvero battere il cuore. Ma quello affidabile, con belle prospettive di lavoro. Se è anche di buona famiglia, allora ha fatto bingo. Bisogna pur sistemarsi, non si può pretendere anche di essere felici!

Convivenza/matrimonio: all’inizio sono tutte rose e fiori. È tutto nuovo, è tutto entusiasmante. Ehi, la nostra ipotetica amica si è finalmente sistemata! Ha fatto quello che gli altri (gli altri!) aspettavano da lei. Non ci sono più serate a ballare, adesso ci sono i pranzetti della domenica e con gli amici (tutti rigorosamente in coppia, tranne quelle due o tre che nessuno ha pigliato e che vengono guardate con malcelata pietà, cercando di accoppiare anche loro) si va al in agriturismo, quello dove si mangia bene e con un vinello di qualità. Per ora la nostra sembra davvero felice. Le manca solo una cosa

Uno, forse due figli. Arrivano e la nostra ex ragazza entra nel delirio della maternità. Nessuno le aveva detto che fosse così dura. Mica si può lamentare! “Ha voluto la bicicletta” – le ripetono- “quindi pedala”. La società fa’ di tutto per farla sentire in colpa, inadeguata nel suo nuovo ruolo. Quindi sacrifica tutta sé stessa per i figli, per esser una mamma perfetta come quelle della pubblicità. Solo che, ops!, la coperta è corta! Non ha più tempo né energie né interesse per la coppia. Ancora meno per sé stessa. Tutti i buoni propositi di ritagliarsi degli spazi suoi naufragano miseramente. Il suo mondo pare rattrappirsi intorno. Dice a tutti di essere felicissima; probabilmente crede davvero di esserlo. Come potrebbe riconoscere, dopo tanti sforzi, che non era esattamente quello che voleva? Come potrebbe anche solo osare confessare fra sé e sé che soddisfare gli altri è un cattivo surrogato rispetto al soddisfare la propria natura?

Il suo compagno, occorre dirlo, non la supporta per un cazzo. Sì, è un uomo moderno; dà il biberon, sa cambiare un pannolino. Non è mica come la generazione dei genitori in cui il marito si disinteressava a questa faccende. Però tante volte la nostra mamma non si fida completamente. La mamma è lei. Solo lei fa le cose giuste. Delega, ma il meno possibile. Preferisce fare tutto da sola. Accumula stanchezza pur di gestire la sua ansia di perfezione. Il suo uomo però non è sufficientemente empatico. A casa parla poco (con gli amici è così loquace invece, il maledetto!). Non la capisce. Vorrebbe addirittura farlo! Ma è impazzito? Con tutta la stanchezza e le responsabilità che gravano sulle spalle della donna? Ma cosa pretende lui che in fondo deve solo pensare a lavorare? E in più osa dirle che non è più curata e sexy come una volta? Come si permette! Vai sul divano, a letto con me sta mio figlio. Chissene della nostra relazione! Tanto ormai dove vuoi che vada lui?

La distanza fra i due non può che crescere sotto varie forme. Indifferenza, mancanza di dialogo, litigate furiose (per i casi peggiori) seguite da riappacificazioni che nulla risolvono e che pongono già le basi di una nuova aspra discussione. Lunghi silenzi. Serate in cui ciascuno è isolato davanti al proprio tablet o smartphone a farsi gli affari suoi.

Il dolore, la rabbia e una crescente insoddisfazione crescono in lei. Le sembra che la ragazza piena di vita e di allegria che è pur stata sia svanita. Si sente brutta. Più si sente brutta e meno si sforza di piacersi. D’altro canto il suo uomo non la guarda più. È diventata invisibile ai suoi occhi. Non è più una femmina. È solamente una mamma, una lavoratrice e una moglie (o convivente, resta uguale).

Poi arriva la fatidica quarantina. I figli sono cresciuti un po’ e la nostra amica inizia a uscire dal tritacarne. Alza la testa e prova a fare qualche bilancio provvisorio. Ha fatto tutto quello che la società le ha detto di fare, come una brava scolaretta ha fatto tutti i compiti. Le avevano fatto credere che fosse l’unica strada davanti a lei e non si è accorta che la trappola si è richiusa sopra. Una trappola che ha costruito, pezzo dopo pezzo, con le sue stesse mani.

Il sesso? Quello vero, quello intenso, non fa semplicemente più parte della sua vita. La scopatina del sabato sera ne è un magro surrogato che non soddisfa né il suo spirito né il suo corpo. Per un periodo anche lungo lei prova a convincersi che il sesso non sia ‘sta gran cosa dopotutto. Si può vivere benissimo senza. Ormai, alla sua età, non dovrebbe più avere questi grilli nella testa. In fondo non è meglio restare nei binari? Eppure non può evitare di chiedersi, come un tarlo fastidioso, ma davvero la vita non ha altro in serbo per lei? Game over? È davvero tutto quello che può sperare? Il meglio è davvero già passato?

Beh, intanto le amiche intorno a lei iniziano a separarsi. La nebbia di ipocrisia e conformismo si dirada pian piano e lascia intravedere un paesaggio desolato. E tutte queste famigliole perfetta? Tutta questa apparenza borghese? In molti (forse non tutti) è una grande facciata. Le lingue si sciolgono e lei scopre sgomenta che il suo inferno privato assomiglia a quello di tutte. Le sue amiche, le sue conoscenti si dibattono invischiate in reti maledettamente simili alla sua. Nei loro occhi, nelle loro parole lei vede riflesse le stesse paure, gli stessi dubbi, lo stesso tormento. E anche lo stesso desiderio. Non è l’unica scema e in qualche modo questo la rasserena in parte. Forse non è lei a essere sbagliata anche se per tutta la vita hanno cercato di farglielo credere. Dopo aver interiorizzato quello che il mondo esterno le ha inculcato al punto da ritenere quel giudizio suo, non era più in grado di distinguere i due aspetti.

Cerca e trova il suo coraggio dimenticato. Si rimetta in gioco. C’è quel collega che la invita sempre a bere il caffè, quel papà che incontra la mattina davanti a scuola…ci sono uomini che la guardano come un maschio guarda una femmina. Sono educati e lei in passato non ci aveva mai fatto caso. Adesso invece comprende quegli sguardi. Ma allora non è così vecchia, né così brutta! Può ancora suscitare ammirazione e desiderio nei maschi! Ma allora è forse solo il suo uomo a non essere più attratto da lei! Nel bosco ci sono tanti seducenti lupi. La vogliono mangiare, certo. Ma sarebbe poi così spiacevole?

Dai sorrisi alle chiacchiere; dalle chiacchiere alle confidenze, dalle confidenze al flirt. Cazzo è così maledettamente bello! È così maledettamente eccitante.La nostra donna dovrà combattere ancora a lungo contro i suoi demoni. Contro i sensi di colpa. Contro la convinzione che non si fa. Sarà ancora una faticosa battaglia contro i condizionamenti che l’hanno limitata e che ha assorbito come un veleno ogni giorno.

Presto o tardi, la donna cederà. Sì, avete capito bene. Andrà a letto con un altro. Scoperà con un altro. Tradirà il suo uomo. Le donne possono tradire e mentire tanto quanto gli uomini. Lo hanno sempre fatto quindi non state a sgranare gli occhi!. Tanti sviluppi diversi possono accadere da quel momento in poi. Potrebbe addirittura spegnere, soffocare a morte quella fiammella di ribellioe e tornare all’ ovile sperando di non essere mai scoperta. Oppure può continuare a lungo (anche per sempre) ad avere una doppia vita (magari anche il suo uomo fa lo stesso!). Può trovare un amante fisso. Può anche svolazzare di fiore in fiore, seguendo le sue voglie stando sempre attenta a non farsi beccare. Oppure, più spesso, a un certo punto trova un supplemento di coraggio: vuole essere onesta e si separa.

Ha scoperto che la sua vita non è finita come pensava. Che ha ancora molto da fare. Che gli anni le hanno semplicemente aggiunto fascino. La crisi della quarantina? La possiamo chiamare così se vogliamo a tutti i costi restare nel giudizio. Io non lo faccio e preferisco sottolineare invece che forse per la prima volta la nostra donna segue quello che vuole lei. Probabilmente è tornata in palestra, ha iniziato a mangiare pulito, a truccarsi. Piace molto di più. Si piace molto di più. I due meccanismi si alimentano l’un l’altro come due specchi opposti. Può sconfinare nel narcisismo, certo. Ma è prima di tutto un bisogno di ritrovare una autostima così pesantemente logorata. Oppure mai esistita.

Arriva il momento in cui il destino ha deciso che è pronta e le offre una possibilità ulteriore, sotto forma di un uomo libertino. Una possibilità ho detto, che può cogliere o lasciar cadere. Una opportunità. Questo amante, trombamico o semplicemente nuovo compagno. Lui conosce già questo mondo e semplicemente le propone di accompagnarla in questo viaggi. Lei da sola non avrebbe mai il coraggio di buttarsi in un ambiente così. Questo è vero nella stragrande maggioranza dei casi anche se conosco personalmente alcune eccezioni. La nostra donna ha ancora tanti pregiudizi e paure. Un conto è conoscere un uomo e divertirsi oppure iniziare una nuova storia, rigorosamente monogama. Ma certe cose lei non le fa. Ovvero non le fa sino al momento in cui qualcuno le mostra che si possono fare🤣. La sua avventura libertina può iniziare….


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