Questa affermazione fa il paio con il celeberrimo “io sono selettiva” di cui è parente molto stretto. Una delle grandi frasi magniloquenti che la Tribù dei Libertini (e non solo, ovviamente) usa a proposito e a sproposito😆. L’idea è sempre quella: non passare per quello/quella/quelli che vanno con tutti/e. Mantenere sempre alta la bandiera della selezione.
Io sostengo qui che la frase, espressa in questi termini, non significa assolutamente nulla. Ripeto: nulla. L’ovvia obiezione potrebbe essere: “Cos’è per te la qualità?”. Se è vero, come è vero, che la gamma delle preferenze individuali conosce infinite variazioni ciò che è qualità per me, può non esserlo per te. La parola qualità diviene così un semplice paravento. I motivi sono: a) semplicemente non si sa quel che si vuole; b) non lo si sa esprimere; c) non lo si vuole dire. Tutti e tre questi punti sarebbero da soli uno spunto per un lavoro di Intimacy Coaching. Oppure semplicemente chi scrive questo non dà peso alle parole e le usa inconsapevolmente.
Aboliamo il termine qualità e impariamo a portare a terra le nostre idee astratte. Smettiamo di dare per scontato che la nostra idea di qualità sia la stessa di chi legge.
Infine, sarà banale dirlo, queste affermazioni mi appaiono inutili. Un po’ come dire che siamo a favore della pace ☮️ nel mondo o contro la povertà. Mi viene da dire: grazie al…🤣. Ma immaginate una coppia o una persona che dica: “No, no, noi non cerchiamo la qualità. Siamo per fare incontri un tanto al chilo, tanto per fare numero”? Se anche lo pensassero, io credo non lo direbbero per non auto sputtanarsi!! 😆 Se leggete questa frase, sorridetene senza sentirvi superiori. Sono umane debolezze, le abbiamo tutti.