Aggiungo altro ma postilla al precedente post “Size matters…” di cui vuole essere un completamento. Avviso ai naviganti: NON sono invidioso dei superdotati. Non ne sono ossessionato. Tanto per cambiare, non ho alcuna pretesa di avere l’ultima parola. È solamente un parere, anche se corroborato da una robusta serie di pareri, racconti e osservazioni.
Il superdotato non lo fa meglio. L’esperienza di una donna con questo esponente della Tribù dei Libertini non è necessariamente migliore. Ho degli amici con i quali la natura è stata estremamente generosa e sono persone umili e attente. Anzi, sono consce di essere equipaggiati di un grosso calibro e hanno cura di non fare male alla loro partner. Non focalizzano tutto su questo aspetto.
Il limite del superdotato e lo stesso limite dello strafigo. Riesce ad avere successo senza fare troppa fatica. Esistono donne, come si è detto, che vogliono un cazzo enorme a prescindere dal fatto che le faccia godere di più. Lo vogliono per l‘idea molto più che il fatto in sé. Quando si aggirano nudi, a una festa o in una Spa libertina, lo strafigo e/o superdotato attirano lo sguardo; e non solo.
Ottenere però ciò che si vuole senza sforzo implica il rischio di impigrirsi. Con le conseguenza del caso. Il turbofregno non si impegna molto. Le donne ne sono attrarre come mosche sul miele. Sciamano intorno a lui sorridenti e quasi gli si offrono. Poco sforzo, molta resa. Ego a manetta. A cosa gli serve essere gentile, interessarsi sinceramente alla persona che ha di fronte? L’Ombra della superficialità è su di lui (mutatis mutandis sulla strafiga) e se non ne è consapevole vi si adagia mollemente. In fondo, è così comodo. Nulla di sbagliato, intendiamoci. Resta che in questo modo lui perde una parte importante del piacere di incontrare, conoscere e scoprire una persona. In definitiva, a me sembra, non vive le esperienze nel modo più pieno e arricchente.
Allo stesso modo accade che il superdotato non si impegni a letto. Accade che non veda l’ora di spogliarsi per esibire ciò di cui va così fiero. Attende lo sguardo ammirato della donna nei confronti del suo obelisco di carne. Accade (mi è stato spesso raccontato) che si aspetti un omaggio bagnato e prolungato mentre non si degna di accarezzare o interagire con la donna. Una volta una ragazza mi disse: “poteva almeno toccarmi le tette, accarezzarmi la testa, dirmi qualcosa. Invece stava lì fermo”. Può accadere che baci poco. Tutta la sua attenzione è focalizzata su sé stesso. Lui (o il suo cazzo, con cui si identifica) sono la divinità da onorare finché non si degna di concedere una penetrazione. Nella quale si aspetta (ovvio!) che la donna impazzisca per il semplice fatto di sentirsi così riempita.
Sto caricaturando, s’intende. Le cose non si svolgono esattamente così; lo ripeto ancora, non è detto che sia così. Però succede, a quel che ho osservato, più spesso di quanto immaginassi un tempo.
Se poi il nostro soggetto cumula in sé l’essere turbofregno, superdotato e anche giovane (quindi facilmente meno consapevole) diciamo che per lui il rischio è molto elevato! Quindi consoliamoci noi che non siamo né strafighi né superdotati. La natura ci ha obbligati a muovere il culo. Ovvero a sviluppare altre capacità.
Simpatia, ascolto, interesse per i diversamente strafighi. Passione e tecnica (eh sì, serve anche quella!) per i diversamente superdotati. Tutto questo li/ci aiuta, in ultima analisi, a diventare persone migliori!😝