“Ma voi siete tutti malaaaaaati!”

Questo è per me il grado zero! E chiedo scusa se lo esprimo in modo brutale. Se tu che mi stai leggendo pensi che i libertini siano malati e che dovrebbero tutti farsi curare, beh sì questo post è tutto per te. Purtroppo sei al grado zero.

Non lo dico perché sei sei giudicante nei confronti di questo mondo. I libertini vivono bene anche senza la tua approvazione 🤣. Si divertono anche alla faccia tua! Ma ti invito a vedere che se sei così per quanto riguarda un particolare aspetto delle vita, ci sono ottime possibilità che tu lo sia in generale.

Non è il luogo adatto per entrare nei meccanismi difensivi che portano molti di noi a essere giudicanti. Resterò molto sommario.

Questa frase che porto a esempio del giudizio altrui, l’ho ascoltata e mi è stata riferita molte volte. Può essere (tipicamente) il partner quando esprimiamo il nostro bisogno di vivere le dinamiche di relazione in modo diverso. O semplicemente la reazione di amici/conoscenti quando vengono a sapere che cosa diavolo combinate.

Il giudizio allontana le persone; peggio, il giudizio allontana il giudicante da sé stessi, crea una barriera fra il vero sé e i tratti caratteriali. Ok, messa così suona un po’ arzigogolata. Per ora vi chiedo di prendere questa frase così com’è.

Il Mondo del Giudizio è una trappola al miele per tutti noi. Compreso chi scrive (che tutto è, meno che un Guru intriso di saggezza😂). Al miele perché è una trappola insidiosa ma soprattutto confortevole. È infatti confortevole sentirsi superiori agli altri. Solletica l’Ego. Lo puntella. Lo sostiene.

Purtroppo essere giudicanti fa del male principalmente a chi giudica. Per quanto confortevole una trappola rimane una trappola. Una prigione con le pareti anguste. Toglie l’aria. Toglie il respiro. Rattrappisce l’anima. Allontana gli altri e allontana dagli altri in una solitudine.

Per concludere, caro lettore e cara lettrice giudicante ritengo tu sia in una situazione di autolimitazione. Non è un problema in sé. Sei libero di autolimitarti e limitare la tua vita. Non voglio commettere il tuo stesso errore e giudicare il tuo essere giudicante. Non voglio né pensare né affermare che tu sia limitato, bacchettone o moralista un tanto al chilo. Cerco per quanto posso di evitare questa tentazione, che pure avverto. L’unico modesto obiettivo di questo post è di farti vedere, renderti consapevole del tuo schema. Senza spocchia e senza arroganza.


Lascia un commento