Torniamo ancora dalla nostra coppia immaginaria (vd gli altri post “Giocare in coppia”). Hanno vissuto la loro prima esperienza. Non hanno ancora scambiato. Non hanno ancora giocato. In compenso hanno un’idea più chiara delle opportunità che si presentano loro.
La distinzione è per me chiara. Prima erano incuriosito dall’idea di quel che era il mondo libertino. Un’idea che entrambi si erano formati ma che non aveva alcun aggancio con la realtà. Adesso che han visto come funziona, la loro idea è molto più realistica.
Ma tutt’altro che completa 😉.
Adesso sanno quel che succede nella realtà per quanto han visto. Per completezza aggiungo che hanno visto solo quella che può succedere in un club. E in una particolare serata. Com’è facilmente intuibile, ogni serata fa storia a sé; inoltre quella del club è solamente una specifica modalità di gioco e differisce profondamente dalle altre. Resta che non sanno ancora quello che potrebbe accadere dentro di loro individualmente e dentro la coppia nel momento in cui saranno non più spettatori bensì protagonisti.
I pericoli da scansare sono tantissimi. Innanzitutto i nostri eroi non devono entrare nel Regno malefico delle Aspettative. Anche questo elemento vale per il libertinaggio esattamente come nella vita in senso lato e meriterà ulteriori post. Solamente nel libertinaggio questo appare più evidente e pericoloso perché ci siamo mettendo in gioco in un modo profondo. Le nostre fragilità emergono senza difese. Fa più male. È più pericoloso. Essere libertini comporta dei pericoli.
Il modo più efficace di minimizzare i rischi è quello di stringere gli Accordi di Relazione in capo al gioco. Gli Accordi di Relazione sono una delle scoperte (più precisamente degli insegnamenti) che hanno cambiato la mia vita. Sembra qualcosa di banale e scontato. Peccato che poi nelle relazioni questo approccio non venga quasi mai applicato. Imparare a stringere Accordi sufficientemente sani non è per NULLA facile. Imparare da soli, pressoché impossibile, per quanto ho visto io. Ma c’è una good news! Esiste qualcuno che può insegnare. Un coach. Un coach decente. Qui posso unicamente dare qualche indicazione sommaria e del tutto insufficiente.
È essenziale che ogni membro della coppia esprima anche in questa nuova fase i propri desideri, bisogni e paure. In modo onesto. Completamente onesto.
Quindi chiarire cosa si è disposti e non si è disposti a fare. Definire i paletti. Per dirla meglio, definire i confini. Lasciare spazio al non-detto, pensare che tanto lui/lei mi conosce, ci arriva da sola/o è la strada più sicura per il disastro.
Gli Accordi di Relazione valgono per quella coppia. Non sono mai né giusti ne sbagliati. Non ha neppure senso valutarli da fuori. Se vanno bene alla coppia, se vanno davvero bene alla coppia, allora sono giusti per loro. Non sono neppure le tavole della legge, scritto sul marmo ed eterni. Anzi, si evolvono assieme ai cambiamenti successivi nelle persone.
Stringere Accordi di Relazione sembra facile. Non lo è. Per questo un facilitatore terzo coma un intimacy coach può essere utile. O indispensabile.