Giocare in coppia: la prima serata – secondo tempo, il piccante

Seguiamo i nostri amici con uno sguardo immaginario. Anche loro si avviano dove hanno visto gli altri dileguarsi. Si tengono per mano. Hanno paura ed è perfettamente normale. In apparenza è lei la più spaventata, ma chissà quanto della sicurezza ostentata dal suo uomo è vera e quando invece simulata. Sta cercando di rassicurare la sua donna oppure sé stesso mentre si impegna disperatamente ad apparire sicuro, di scrollarsi di dosso l’aura del debuttante?

Quella mescolanza di battitore, paura e curiosità è un cocktail esplosivo. Non dimenticheranno mai più quel momento. Nessuno dimentica la sua prima volta al club. Così come nessuno dimentica la sua prima volta, quella in cui ha perduto la sua verginità. Potranno tornarvi mille volte, oppure mai più. Potranno amare o detestare. Ma non scorderanno e mai più, in analoghe situazioni future, proveranno queste emozioni con la stessa violenta intensità.

Stanno per varcare la Linea d’Ombra. Non possono più fingere di essere in una discoteca un po’ originale. Certo, sono ancora aggrappati alla loro decisione di curiosare e questo li tranquillizza. In fondo, non sono mica obbligati a fare nulla, no? Ma comunque sia, stanno entrando in una dimensione parallela.

Dalle luci e dalla musica, il passaggio è intenso anche a livello sensoriale. I due sono immersi in una luce fioca e ovattata. Nessuno parla se non a bisbigli. Il silenzio è rotto solamente dal fruscio del passi. Improvvisamente si odono gemiti inconfondibili, generalmente femminili. È una donna che gode, non ci sono dubbi. Ansima, mugola, sospira, geme, grida. In quel luogo sono gli unici rumori ammessi.

Il corridoio dà accesso a molte stanze da un lato e dall’altro. Alcune grandi, altre più piccole. Certe possono essere chiuse, altre no, altre ancora hanno pareti fatte di sbarre. Discreti inservienti cambiano lenzuola e l’attenzione per la pulizia del luogo è assoluta.

Nel corridoio la gente esegue un pigro andirivieni. Si affacciano all’ingresso di una stanza e proseguono. Oppure vi trovano quel che cercavano ed entrano. Sguardi vengono scambiati di continuo. Ci si osserva, ci si scruta, ci si sorride oppure si abbassa lo sguardo in un tacito diniego. È il regno del possibile.

La presenza più vistosa è costituita dalle orde dei singoli. Si muovono soli o in gruppetti. Quando vedono una coppia in cui la donna è particolare bella iniziamo a seguirli a distanza. Non sono lupi cacciatori ma fanno pensare a cani randagi. Sono attentissimi a qualcosi movimento, a qualsiasi segno loro possano interpretare come in invito per gettarsi. Ma, proprio come randagi, sono pronti ad arretrare. Il loro sforzo per trattenere il proprio bisogno, per mostrarsi affabili è di una intensità tale che si avverte nell’aria. (Quello dei singoli nei locali è un tema sul quale ho una mia posizione e che ricopre una grande importanza. Per adesso mi fermo alla semplice descrizione di ciò che accade).

I due si decidono infine ad entrare in una stanza. Due coppie stanno facendo sesso fianco a fianco. Forse stanno semplicemente praticando il melangismo, ovvero ciascuno con il proprio partner. Oppure stanno scambiando. Non cambia molto per i nostri amici. Quello che vedono e che queste persone stanno davvero facendo sesso. Stanno davvero mostrandosi in un momento nel quale la vita ufficiale proibisce di mostrarsi. Sono nudi, sono completamente nudi e lasciano guardare chiunque il cazzo del maschio penetrare la figa della donna.

Questa semplice visione è completamente sconvolgente quando la si sperimenta per la prima volta. Un conto è sapere che queste cose succedono. Un altro è assistervi. Anche questa prima scena non la dimenticheranno, neppure se in futuro nel vedranno altre centinaia.

La nostra coppia debuttante ha fatto il pieno di emozioni. Rimangono a guardare affascinati. Cenni discreti lanciano loro un silenzioso invito a unirsi. I famosi singoli sono a pochi passi e non smettono di guardarli sperando che anche i nostri amici inizino a darsi da fare.

Potrei a questo punto immaginare e descrivervi mille scenari, mille modi per proseguire la serata. Preferisco invece immaginare (anche questo è assai realistico) che per la loro prima serata al club i nostri debuttanti si fermino qui. Sono eccitatissimi da quel che han visto, e dalla surreale atmosfera che hanno assaporato. Andranno a casa. La loro esperienza condivisa darà loro un formidabile boost. Un carburante magico che certamente renderà la scopata fra loro intensa, maledettamente intensa. Si salteranno addosso come forse non accadeva da settimane, forse da mesi o da anni.

Hanno assaggiato la Mela, il frutto proibito. Adesso sanno. Sanno quali possibilità si aprono loro. Nei giorni successivi queste emozioni sedimenteranno in loro. Ne parleranno ancora fra loro, avranno il loro personalissimo debriefing (come lo chiamo io, prendendo in prestito un termine di lavoro). Il debriefing a caldo è molto diverso da quello a freddo ed è unoSperiamo che la loro decisione, la loro scelta di proseguire o fermarsi sia davvero una decisione condivisa.

Altrimenti? Altrimenti sono nei guai


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