Giocare in coppia: la prima serata – primo tempo, la discoteca

Ritroviamo per l’ultima volta i nostri amici, la nostra coppia durante il loro debutto, immaginario ma realistico. La coppia che ha deciso di fare il grande salto. Hanno diligentemente compilato il loro formulario di ammissione. È stato loro fatto un riassunto delle regole. Sono pronti. In realtà queste regole sono puro buon senso. Non ci sono obblighi. Ci si comporta educatamente con tutti. Soprattutto NON si insiste mai. Questo però certamente non vale per i nostri eroi che di certo non insisterebbero dato che hanno soprattutto bisogno di essere rassicurati.

La paradossale realtà è però questa: la mancanza di ipocrisia rende i comportamenti più onesti, più diretti. Più sinceri. In definitiva più rispettosi per quanto paia strano. Il club è un luogo protetto. Certo, può accadere di passare lungo un corridoio e di avvertire una mano sul culo. Non è elegante, ve lo concedo; non vi sono solamente lord inglesi ma anche tante persone, anzi tanti uomini, che non hanno ancora compreso la differenza fra un club e un bordello. Non serve mettersi a urlare scandalizzati🤣 basta togliere quella mano inopportuna e finisce lì. Nei casi peggiori la security è sempre pronta a intervenire ma sinceramente non accade pressoché mai.

I due si guardano attorno. Pensavano di essere capitati in un girone dantesco, mentre quello vedono è probabilmente una discoteca dal gusto generalmente kitch. Una bancone serve cocktail 🍸. Il DJ anima la serata con la musica. Coppie e uomini soli si aggirano. Ballano, bridano, si conoscono e parlano. Sembra tutto normale.

Al club, notano i due, c’è gente….normale! Hanno due occhi, un naso e una bocca come tutti. Di piedi caprini, lingue forcute o corna demoniache neppure l’ombra. Non si scorgono scope volanti parcheggiate con cui eventuali streghe siano arrivate🤣. Gli astanti non portano impresso sui volti le stigmate di depravazione. Non sbavano. Riescono perfino a comportarsi a modo! Sono belli e meno belli, curati e trasandati, alti e bassi. In forma o tondetti. Giovani e anziani. Fra loro manager, avvocati, professiori. Oppure operai, commessi, camerieri.  Tutti uniti da un vincolo misterioso e segreto. È la Tribù dei Libertini.

Un solo dettaglio, forse, tradisce la natura particolare di quel luogo: l’abbigliamento femmine. Un tripudio di tacchi, di autoreggenti, di vestiti cortissimi, di scollature vertiginose o di spacchi abissali. Al club vige un dress code minimo ma abbastanza rigoroso: banditi per lei pantaloni, jeans e scarpe basse. Ma anche ai signori uomini viene richiesto un piccolo sforzo. T-shirt, pantaloni corti, scarpe troppo marcatamente sportive: tutto proscritto a vantaggio di camicie e scarpe eleganti. Il confine fra erotismo e volgarità gratuita è sottile. Anche l’abbigliamento ha importanza.

Le danze sono sempre più libere. Una misteriosa onda di energia inizia a sollevarsi e portare con sé i presenti. Ma…cosa sta succedendo? Alcune presenti si stanno spogliando. Le svergognate 🤣. Le più esibizioniste si raggruppano sui cubi o nelle gabbie. In perizoma e reggiseno. O anche in perizoma senza reggiseno. La loro esibizione è carica di allegria e di seduzione. Si strusciano e si baciano. Il loro è un gioco di potere. Quello che desiderano più di tutto è vedere ai loro piedi uomini che sbavino per loro, come se fossero Dee inaccessibili di fronte ai fedeli. Qualcuno di questi fedeli, più sfrontato, si avvicina e allunga le mani. Gli viene concesso di accarezzare una coscia, un seno. Ai più fortunati viene concesso di mettere le mani proprio lì, per una fugace carezze, per avvertire che, sì, sono proprio bagnate!

Alcune persone si allontanano dalla pista e dal bar. Salgono o scendono delle scale, scostano pesanti tende di velluto. Spariscono lungo misteriosi corridoi. A seconda di come è configurato il locale. È lì che succede. A un certo punto anche i nostri amici decidono di andare a curiosare.

.


Lascia un commento