Come abbiamo già detto la tribù dei libertini si compone di quattro categorie precise: le Coppie, i Singoli, le Singole e infine i Gruppi. Ciascuno di questi merita una trattazione approfondita (sperabilmente non pedante!). Questa suddivisione sembra (e in buona parte è) banale. Eppure le modalità e le motivazioni con cui questi segmenti interagiscono fra loro è precisamente determinato dalla loro essenza costitutiva.
Iniziamo dall’inizio: la Coppia Libertina. Una coppia può arrivare al mondo del Gioco attraverso sentieri diversi. Vediamoli assieme. Una delle situazioni per certi versi più bella e romantica (qualsiasi cosa voglia dire questa parola) è una coppia che inizia in modo tradizionale: due cuori uniti, farfalle nello stomaco, promesse di eterno amore e fedeltà (siano esse pronunciate in una chiesa, in una sala comunale in privato). Nella buona e nella cattiva sorte finchè morte non… ecc ecc. Insomma, molte coppie partono come partono tutti. Lo ridico: molte coppie inizano un progetto di vita come a loro sembra normale. Perchè questo è ciò che hanno assobito dall’ambiente circostanza. Perchè tutti fanno così. Perchè è giusto fare così. Ciascuno di questi termini merita una trattazione a parte, ma per ora ci fermiamo qui. Ci siamo capiti.
La nostra coppia perfetta mette in cantiere il suo bel progettino di vita nei canoni: mutuo, figli e così via. Coloro che li circondano, amici e parenti, sono proprio soddisfatti di loro. Ma che bel modello ideale a cui tutti possono e devono tendere! Quanto sono dolci e uniti nell’affrontare la vita mano nella mano! Come non ammirare (o invidiare) questo loro essere indissolubili? Lei&Lui. Lui&Lei. Sono felici, sono appagati. La loro passione reciproca e il desiderio ardente che nutrono l’uno per l’altra è una sorta di fiamma ardente che per un bizzaro miracolo di fisica non deve essere alimentato e continua a consumare lo stesso ciocco di legno.
Mah. Sarà davvero così?
La coppia che intraprende assieme ex nihilo il sentiero del libertino si rende conto a un certo punto della relazione che qualcosa inizia ad andare loro stretto. Inizare ad essere libertini in due è allo stesso tempo più facile e più difficile. Una sottile insoddisfazione può insinuarsi anche nella coppia più granitica. Amore eterno? Why not! Monogamia eterna? Ma siamo sicuri-sicuri-sicuri? Vogliamo veramente fare sesso tu-ed-io, io-e-te per sempre? Davvero non hanno curiosità e pulsioni verso altre persone? E davvero queste curiosità sono sbagliate?
La nostra coppia è coraggiosa e onesta. Perchè non reprime e non soffoca. Non nasconde e non dissimula. Ciascun membro non tradisce sè stesso rinunciando a una parte di ciò che è. Non sceglie neppure la facile scorciatoia della scappatella (che termine orrendo, permettetemelo), del tradimento e della menzogna. La coppia coraggiosa compie un doppio passaggio, un doppio salto carpiato. Prima di tutto ciascuno singolarmente si guarda dentro con onestà (e già qui di coraggio ne serve molto) e poi, con un coraggio ancora maggiore, si mette a nudo di fronte all’altro/a. Si mette a nudo davvero. Mette cioè a nudo la propria anima e accetta di mostrarne anche i lati più segreti.
A questo punto i nostri eroi si guardano in faccia: “che si fa”? Da qui possono iniziare a tracciare il proprio percorso mano nella mano, sorreggendosi a vicenda. Supportandosi nelle debolezze che inevitabilmente emergeranno e si paleseranno. Sono entrambi neofiti; si scoprono e si sperimentano assieme partendo proprio dalla base, from the scrach! E’ la la loro paradossale forza. Questa modalità avviene spesso nelle coppie che inizano la loro relazione in età molto giovane, età in cui generalmente la consapevolezza fa difetto. Ne conosco diversi e li ammiro molto. Il loro “segreto” li unisce li rafforza. Se riusciranno a mantenere un equilibrio sufficientemente sano (credetemi, è una sfida di ogni giorno, un equilibrio instabile che richiede molto amore, molta fiducia e molto dialogo) i nostri protagonisti riusciranno a trovare un bilanciamento sano per loro.
Che ridere quando i loro amici, che passano da un fidanzato/a all’altro/a, li prendono in giro! La “signora monopene” viene bonariamente derisa dalle amiche al bar. Lui non se la passa meglio negli spogliatoi del calcetto. “Che ne vuoi sapere tu che stai con tua moglie da quando sei giovane? Noi sì che sappiamo divertirci!” Certo, come no! Se solo sapessero, se solo immaginassero che la signora monopene e il suo affettuoso marito hanno avuto più esperienze di tutti loro messi assieme e che nonostante questo sono innamorati e uniti! Quale sarebbe la loro reazione se sapessero? Incredulità? Giudizio? O forse… invidia?