La Tribù dei Libertini

Quanti sono i Libertini in Italia nel 2023? Statistiche certe non ve ne sono, quindi si possono fare solo stime approssimative, bastandoci sulle piattaforme e stimando le frequentazioni dei locali. Facendo una rapida carrellata sul web i numeri variano fra i 500 000 e i due milioni. Quale sia le verità, io non la so. Di certo esiste una fetta di popolazione, esigua forse ma reale. Questa fetta è in crescita lenta e costante.

Sempre più persone si “avvicinano” incuriosite al mondo libertino anche perchè facilitate dalla tecnologia. Poi però rimangono, per così dire, in mezzo al guado. Vogliono e non vogliono. Desiderano e temono. Sempre più spessp nei locali si vedono coppie che vanno “a curiosare”. Il che è legittimo e forse saggio. Poi però rimangono sempre a livello di curiosità. Come se in ultima analisi i timori e i condizionamenti prendessero il sopravvento. Come se fossero bimbi che guardano le vetrine del negozio di giocattoli, desiderassero intensamente entrare ma non lo facessero mai.

Purtuttavia, la Tribù dei libertini esiste, perfino in questo paese dove il la parola d’ordine è sempre e comunque Ipocrisia. Il paese del “si fa ma non si dice”. Esistono e si sentono legati da da fili invisibili e tenaci. La prima regola dei libertini pare essere quella di un bellissimo e molto citato film: “tutto quello che succede nel Fight Club rimane nel Fight Club”. E’ una dimensione segreta che ogni persona e ogni coppia tiene per sè. Esistono i “verticali” e gli “orizzontali”. Questi due mondi semplicemente non comunicano. Lo stigma sociale rimane violento e tutti hanno famiglie, carriere e reputazioni da difendere.

Ne consegue una sorta di “effetto setta”. Non nel senso che vi sia qualcosa di segreto e inaccessibile. La Tribù è molto inclusiva; basta volerne far parte, imparare e rispettarne le regole. Come ogni Tribù i libertini hanno il loro linguaggio, i loro riti, le loro abitudini. Adorano trovarsi fra loro perchè è l’unico luogo in cui non si sentono giudicati e non vengono derisi e ostracizzati. Un senso di complicità che ci rende più comunità e non semplice collettività.

La Tribù non è classista: dall’operaio al super manager tutti possono entrarvi. Il linguaggio del corpo rompe tutte queste barriere artificiali così presenti in altri ambiti. Non importa quale automobile tu abbia, quanto guadagni e quanto costi l’orologio o i gioielli che indossi. Anche se in spazi e tempi limitati tutto questo non conta più. Puoi essere giovane o anziano, alto o basso, atletico o cicciottello, bello o brutto; nella tribù dei Libertini si trova ogni tipo di persona e di apparenza.

Chiunque fra i vostri conoscenti ne potrebbe far parte (a meno che lo sia voi stessi!). Il vicino di casa, il collega di scrivania, il compagno di università, la mamma che incontrate davanti alla scuola per venire a prendere il figlio. Non nascondono corna demoniache e sono perfettamente mimetizzati nella società.

I libertini sono fra noi; di più, sono come noi. Siamo noi! Un aspetto divertente che ho spesso riscontrato è questo: prima di iniziare a sperimentare molte persone erano convinte che i libertini fossero…boh, diversi dagli altri. Perversi, strani, marginali. Quale sorpesa quando poi hanno scoperto che si trattava di persone… normali. Normalissime!!!! Eh già, chi l’avrebbe mai detto? Hanno lavori, famiglie e responsabilità. Sono spesso sorridenti, amichevoli e accoglienti pur nelle differenze individuali di ciascuno.

La Tribù dei libertini è una delle minoranze più incomprese, più osteggiate e più banalizzate che ci siano. Sono una silente minaccia all’ordine sociale, non fanno, non faranno alcuna rivoluzione. Non pretendono di convertire nessuno e non desiderano imporre nulla. Non li vedrete scendere in piazza per rivendicare diritti o semplicemente rispetto. Non avete nulla da temere da parte loro. Non abbiatene paura


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